Teoria e tecnica del linguaggio cinematografico

In questo insegnamento si approfondisce la forma di comunicazione audiovisiva più conosciuta, analizzata, studiata, quella cinematografica, per fornire basi che consentano di utilizzare efficacemente il linguaggio delle immagini in movimento in forme di comunicazione nuove, in divenire, ancora tutta da esplorare e inventare. Il percorso proposto mette in evidenza come il linguaggio del cinema sia evoluto nel corso del XX secolo e sia strettamente correlato ad accadimenti sociali e politici nonché economici e artistici. Attenzione particolare viene riservata allo studio delle strategie utilizzate dal cinema per guidare lo sguardo dello spettatore: tecniche di regia e montaggio. Tutti gli argomenti presi in esame sono ricchi di esempi tratti da film la cui visione sarebbe auspicabile per una migliore comprensione degli stessi. Indichiamo di seguito le principali tematiche affrontate:

1. Aspetti tecnologici. La prima parte dell’insegnamento prende in esame la nascita della tecnica cinematografica – il periodo denominato pre-cinema – al fine di evidenziare il principio di funzionamento che sta alla base della comunicazione audiovisiva: il movimento illusorio delle immagini. Il cinema nasce muto e in bianco e nero, le tecniche ben presto evolvono verso l’introduzione del sonoro e del colore. Oggi le tecnologie digitali stanno mettendo in discussione l’utilizzo della pellicola in fase di ripresa, montaggio e distribuzione.

2. Aspetti espressivi. Dalla prima proiezione pubblica avvenuta il 28 dicembre del 1895 passano circa due decenni prima che si cominci ad usare la tecnica cinematografica come un vero e proprio linguaggio, una forma di comunicazione visiva attraverso cui raccontare storie tratte dalla realtà o frutto della fantasia, descrivere e interpretare situazioni reali e fatti della vita, illustrare fenomeni scientifici ecc. A partire dagli anni Dieci del secolo scorso si sviluppano diverse modalità espressivo-comunicative: la regia che utilizza molto il montaggio (esibita e della trasparenza) e la regia che predilige l’assenza del montaggio (piano sequenza fisso e mobile). Obiettivo di questa parte dell’insegnamento è evidenziare il rapporto che deve necessariamente esistere tra intenzionalità comunicativa e tecniche utilizzate.

3. Aspetti economico-manageriali. Cinema, televisione, nuovi media sono forme di comunicazione, strumenti di intrattenimento, di formazione e informazione, ma anche industria. Tutto ciò che ha a che fare con i media appare pervaso da fascino, emozione, creatività – ci sono situazioni in cui questi elementi prevalgono – ma, prima di tutto, le attività relative ai media sono di natura industriale e commerciale. E’ importante per chi vuole operare in questo importante comparto dell’industria culturale sviluppare accanto alle capacità tecnologiche e creative anche quelle economico-manageriali.

Bibliografia di riferimento:

  • Cassani D., Manuale del montaggio. Tecnica dell’editing nella comunicazione cinematografica e audiovisiva, Torino, UTET, 2000
  • Fornara B., Geografia del cinema, Rizzoli, Milano, 2001
  • Tomasi D., Lezioni di regia. Modelli e forme della messinscena cinematografica, Torino, UTET, 2004
  • G. Ganino, Altre forme di cinema. L’opera di Ansano Giannarelli, TecomProject, 2001